giovedì 16 gennaio 2014

A-TEOLOGIA (Un indagine personale ed umanistica sull'esistenza di Dio)


Questo blog vuole raccontare delle storie, ma vuole anche fare cambiare delle opinioni su alcuni argomenti che vengono considerati "dall'opinione pubblica e dalla morale comune" impresentabili e di cui "si ritiene che" non sia neppure lecito parlarne.

Questo blog non è consigliabile (a causa di alcuni argomenti) ai minori, quindi i minori sono pregati di allontanarsi da questo sito, a meno che non ricevono il permesso dai genitori o da altri adulti responsabili.
Manifestazione Nazionale per l'incostituzionalità della Fini-Giovanardi, Roma 8 Febbraio 2014, per informazioni:

 Firmate la petizione su Change.org lanciata da Fabrizio Cinquini, il medico condannato per aver coltivato marijuana terapeutica:
Nel Mondo esistono milioni di persone che credono in Dio "inteso come giudice supremo e creatore", questo è assolutamente accettabile ed assolutamente concesso, ognuno ha il diritto di credere a quello che gli pare "se non ciò è contrario alla legge, o nuoce a qualcun'altro, o viene inteso, come dagli integralisti, l'unica realtà concessa ed accettabile".
Piuttosto il problema deriva dalla mentalità degli uomini che si riconoscono in questa credenza e che credono di essere i rappresentanti una verità unica ed ultima, di possedere un qualche primato per la loro fede, un particolare privilegio, o un assoluta certezza morale e filosofica:
"Soltanto per il fatto di rappresentare un attrattiva comoda, per moltissime persone, o per tutti coloro che non hanno i mezzi mentali, o la volontà di indagare profondamente dentro se stessi, o sulla reale natura ed il funzionamento dei fenomeni, oppure cercano soltanto un espediente per liberarsi da quelle domande troppo profonde e troppo difficili da risolvere, dai dubbi, dai timori e dalle paure dell'ignoto e da tutte le loro frustrazioni."
Così come, quando essi sperimentano un problema, hanno un comodo espediente per togliersi dalle loro reali e personali responsabilità, pensando "questa è stata la volontà di Dio..":
Oppure quando ricevono qualche genere di vantaggio "o fortuna", essi hanno l'asetticità di poter ringraziare questo essere superiore, piuttosto di ringraziare gli altri esseri viventi, che hanno concorso a creare queste cause "e gli hanno permesso di gioire di tali circostanze favorevoli".

Questo genere di attribuzione di meriti "o al contrario di castigo indotto" da parte di un qualche fenomeno superiore ed inesplicabile "Dio, padreterno, fato, ecc." è una propensione completamente e socialmente asettica, e totalmente egoistica:
"Un essere potentissimo ed incommensurabile che si prende cura personalmente di me".

Questo atteggiamento "di per se" non conduce a nessuna accumulazione di meriti, spirituali, sociali, umanitari, altruistici e pubblici:
In un certo senso, ognuno dei credenti ha l'esclusivo dovere di pensare soltanto a se stesso e di contare sulla mutevole volontà di Dio.
Se non fosse per la naturale generosità di alcune persone, o per esclusività degli insegnamenti di Gesù, il Cristianesimo non avrebbe avuto nessuna spinta verso la compassione.
Poiché, il Dio che viene descritto nell'antico testamento non ha nessuna pietà verso chi non è appartenente esclusivamente alla tribù di Israele, è piuttosto una divinità crudele, ignorante dei bisogni umani, sanguinaria e vendicativa.
(E' molto più simile a certe divinità babilonesi e che richiedono continui sacrifici di sangue, piuttosto a quell'essere misericordioso che vogliono farci credere i cristiani:
"Un Dio che non ha nessuna pietà per il genere umano, che ha mandato il diluvio universale, che ha distrutto Sodoma e Gomorra, che ha mandato le piaghe in Egitto, ecc. ecc..")

Le ragioni della non esistenza di Dio

Questo Dio, così come viene descritto dalle religioni monoteistiche, dalle Chiese e sui testi, non ha più nessuna ragione di esistere o funzionare sulla base delle attuali conoscenze:
Sono inutili anche quei salti mortali, che vengono fatti da certi scienziati che si dicono credenti, per riuscire ad affermare la reale esistenza di Dio "contemporaneamente alla loro certezza sulla teoria del Big-bang, oppure alle verità della teoria evoluzionistica", è come affermare che possono esistere degli universi paralleli e dire di crederci "ma che per noi, esistano soltanto al di là dello specchio di Alice e nel paese delle meraviglie".

Non a caso, Gallileo Gallilei ha rischiato di essere mandato al rogo, da un Papa che si riteneva uno scienziato ed un esperto astronomo:
Ma questo Papa aveva capito la pericolosità di certe affermazioni e che certe verità sono incompatibili con la fede "o almeno, era stato molto ottimista riguardo all'intelligenza degli esseri umani" e credeva che questa nuova conoscenza, innescasse una rivoluzione di laicità, o addirittura una rivolta popolare "o di signorotti possidenti" contro il Vaticano, a causa dell'usurpazione del potere temporale da parte della Chiesa "che si basava sullo sfruttamento di credenze oramai obsolete, sul senso di peccato e sul timor di Dio"
(Ma questo Papa non aveva fatto i conti con l'ignoranza, la stupidità e la credulità perniciosa degli esseri umani:
O sull'intelligenza e sull'ipocrisia, o la capacità di alcuni "i più furbi", di rigirarsi a loro favore, o di incanalare e sfruttare le superstizioni del popolino)
Quindi a quel Papa ed ad altri potenti del tempo era permesso avere dubbi o delle visioni scientifiche, molto più coerenti di quella morale "superstiziosa" propinata al popolo, ma era necessario che la popolazione restasse subordinata alle volontà della classe dirigente "e mantenuta nell'ignoranza e nel timore per il giudizio divino":
Quindi, che queste conoscenze non diventassero mai di pubblico dominio.

Ma oggi, nell'epoca di internet, della libera informazione, della libertà di ricerca scientifica e filosofica, dei grandi telescopi, la genetica e la paleontologia:
Come facciamo ad affermare che possa esistere un essere superiore ed onnipotente, capace di vedere nel cuore di ognuno, quando sappiamo che il nostro pianeta corrisponde ad un minuscolo granello di sabbia, in un universo enormemente grande, composto di miliardi di galassie, da miliardi e miliardi di stelle e la logica possibilità che esistano miliardi di pianeti abitati da altri esseri intelligenti.
(Tutt'altra cosa rispetto all'universo immaginato nell'antichità, con la terra e l'uomo al centro dell'universo, ed una teoria di pianeti e stelle che ci girano attorno.)
Allora si poteva ancora pensare ad un essere superiore, come creatore di qualcosa di grande "ma molto limitato", invece oggi, abbiamo altri problemi:
Come lo stabilire se l'universo possa essere finito o infinito, se siano esistiti universi precedenti, oppure se esistano degli universi paralleli, ecc. ecc..
(Ma sicuramente non abbiamo il problema di chiederci se esista un uomo con la barba, che ha creato tutto quanto in sei giorni, che può decidere il nostro destino o incazzarsi se per caso noi pecchiamo..)

Quindi non dobbiamo nemmeno avere timore di pensare o di credere che Dio non esiste, non ci succederà proprio niente, dimentichiamoci anche di chiedere quell'aiuto divino "non ci arriverà niente comunque":
Tutto dipende solamente da noi, dalla nostra umanità, dalla nostra compassione e dalla nostra saggezza "qualità totalmente umane e non dipendono da qualche padreterno, o da come esso ci abbia fatto.."

Soltanto chi tra gli uomini ha sentimenti bestiali "anche se gli animali possono spesso essere molto amorevoli verso i propri simili" ha la necessità di obbligare gli altri a credere nel proprio Dio:
(Come fanno certi bastardi fondamentalisti, che pretendono di esportare, o di obbligare alla loro religione con la prepotenza e con la violenza.)
Anche il credere nel messaggio di Gesù o di San Francesco non dipende dalla credenza in un Dio, per quanto Gesù fosse stato un ebraico e convinto credente in JHWH:
Il suo messaggio d'amore e di fratellanza supera le visioni religiose e settarie, viene considerato come un grande profeta anche nell'Islam, oppure come un Bodhisattva nel Buddhismo.
Anche per San Francesco, ed in particolare in queste due religioni, esiste una grande considerazione:
A Lui, dal sultano Al-Malik Al-Kāmil "e nonostante la guerra in atto contro i crociati", venne concessa la massima libertà nel visitare la Terra Santa e di predicare la sua fede, mentre dai buddhisti viene ancora oggi paragonano al loro più famoso santo ed anacoreta, Milarepa.

Proprio nel Buddhismo, che può essere considerata un religione atea, esistono i meccanismi che fanno funzionare i principi di amore e compassione verso tutti gli esseri "nonostante che, in questa filosofia/religione, non esista il concetto di creatore e di creato".
Il principio filosofico che mantiene la coerenza e la moralità in questa fede "che è persino superiore, sotto certi aspetti, a quella dei cattolici" è la legge di causa-effetto "o del Karma":
Questa legge (o Abhidharma) si basa su delle regole assolutamente logiche, indagabili con l'esperienza e con la logica, tanto da fare affermare ad A. Einstein:
(La religione del futuro sarà una religione cosmica.
Dovrà trascendere un Dio personale ed evitare dogmi e teologie.
Soffusa sia di natura che di spiritualità, dovrà essere basata su un senso religioso derivante dall’esperienza di tutte le cose, naturali e spirituali, considerate come un’unità piena di significato.
Il Buddismo risponde a questa descrizione.
Se ci fosse una qualsiasi religione in grado di rispondere ai bisogni della scienza moderna, questa potrebbe essere il Buddismo)
Da (A. Einstein, (The world as I see it), 1956
"in italiano" - Il mondo come io lo vedo - ed. Newton Compton, Roma 1975
 Quindi, una grande religione può essere coerente senza essere incompatibile con la conoscenza, o la ricerca scientifica:
(Perchè non pretende di governare la vita degli uomini, ma soltanto di parlare ai loro cuori e cercare di cambiare positivamente le loro menti)
Senza però diventare nichilista, o andare contro i propri principi di amore e compassione, soprattutto senza dover conservare delle posizioni oscurantiste, delle visioni insostenibili con la logica o la presunzione integralistica di unicità morale e filosofica
(Come se al di fuori di questa visione "considerata unica, ma spesso ottusa", esistesse soltanto il nichilismo, il vuoto morale e la barbarie.)
Mentre si pretende, nella mentalità comune, che il Cattolicesimo sia una religione universale, io do maggiore ragione ad Einstein e penso che una religione universale debba avere ben altre caratteristiche:
Ed immagino un eventuale incontro con gli extraterrestri, esseri abituati a viaggiare tra i pianeti e le stelle
(Che scarsa reputazione potremo indurre, o che genere di ilarità potremo scatenare in loro, dichiarando una tale credenza come universale..?)

Il ragionamento che mi ha portato alla certezza del non credere in Dio

Anche Giordano Bruno parlava della non generazione delle sostanze:
"C'era arrivato anche lui, nel sedicesimo secolo e nell'occidente cattolico", a ciò che viene chiamato vacuità, o Shunyata in sanscrito e che rappresenta la generazione interdipendente di tutti fenomeni nel buddhismo "o la mancanza di esistenza non inerente (da sé) dei fenomeni".

Ovvero:
  • I (Un fenomeno non nasce da se o senza cause)
"O se potesse esistere senza cause, o da sé non potrebbe creare alcun risultato", non potendo nascere dal nulla, o da qualcosa che non dipende da nessuna causa.
Per creare qualunque cosa (o qualunque fenomeno) sono necessarie almeno due o più cause "non si può fare la luce dal nulla", credo che anche in questo caso servano comunque materia, energia e determinate condizioni precedenti.

Anche Dio non potrebbe esistere da se o senza nessuna causa precedente e se fosse vero il contrario "se fosse nato o sorto senza nessun'altra causa", non potrebbe comunque creare niente senza avere avuto qualche altra causa o condizione precedente a disposizione.

  • II (Un fenomeno non deriva da cause o condizioni diverse da se)
"Da un coniglio non nascerà mai una capra, o da un chicco di grano non nascerà mai una quercia" e neppure se lo volesse un padreterno.
Quindi un effetto non può nascere da se stesso, ma non può nascere da qualcosa di intrinsecamente altro o diverso da se stesso.

Quindi:
  • III (Un fenomeno non può nascere da entrambi "i precedenti punti", ma non può esistere senza cause)
Perchè un fenomeno esista, o funzioni "in termini ordinari", non può esistere senza cause o condizioni, quindi non può nascere contemporaneamente da se e senza causa.
Per quanto i fenomeni ci appaiano indipendenti ed indipendentemente "o inerentemente" esistenti "stabili, senza cause e condizioni", essi non esistono mai stabilmente, o senza una concatenazione infinita di cause e condizioni:
Ma non sono nemmeno indipendenti dalle loro parti e non esistono inerentemente nemmeno le parti di quel fenomeno, anch'esse impermanenti e generate da una concatenazione infinita di cause e condizioni.

Quindi, anche lo stesso universo non può essere sorto dal niente, ma da qualcosa che non può essere senza cause o completamente differente a ciò che è stato generato, neppure la somma di qualcosa di completamente differente e senza causa.

Quindi se Dio esistesse o fosse il creatore dell'universo, dovrebbe essere simile a ciò che è stato creato "ovvero all'universo" e visto che l'universo è fatto di energia e materia anche Dio non sarebbe privo di cause e condizione (e sarebbe stato creato con stesse regole, cause e condizioni che hanno creato l'universo e lo governano).

Ma tranquillizzatevi, se sparisce Dio dalla vostra concezione, non sparisce anche tutto l'universo "evidentemente questi fenomeni non sono legati e non hanno la stessa natura":
(Uno di questi fenomeni è fatto di atomi, materia ed energia, l'altro è fatto di pura fantasia)
Lo dimostra anche il fatto che Dio è una creazione recente "la sua concezione esiste soltanto da poche migliaia di anni", ma nonostante questo, l'universo esiste da molti miliardi di anni, da molto prima che un uomo immaginasse un Dio supremo e creatore:
E nonostante questa mancanza di controllo divino, l'uomo si è evoluto comunque, sviluppando una morale propria ed una spiritualità molto articolata.


Questo ragionamento, che può sembrare complesso, è in realtà abbastanza semplice e mi ha portato ad una serie di considerazioni molto più eterogenee, dimostrandomi teoricamente "e fattualmente" la non esistenza di un Dio creatore, con de fatti reali ed effettivamente oggettivi.

Sta a voi credenti, di accettate la sfida, di dimostrarmi il contrario:
Ovvero che possa esistere un fenomeno "naturale o anche sovrannaturale" che non sia legato a queste tre leggi universali "e che possa essere minimamente associato a Dio..".

La Bufala del Big-Bang: Ciarlatanesmo Scientifico e Creazionismo

1 commento:

  1. Anche indagando nella reale natura dei fenomeni (vacuità) e l'infinita concatenazione di cause/condizioni dei fenomeni:
    Alcuni mettono un punto limite "un punto oltre, o dove non può più esistere l'infinito o la non generazione interdipendente" e quì sorge la necessità di un punto fisso "di una creazione e di un Creatore".
    Il problema è che non riusciamo a vedere all'infinito "sia in avanti nel tempo, sia indietro", (all'infinità del passato e le infinità di esistenze vissute):
    O al futuro alle infinità di esistenze ed all'enorme libertà, di tempo e di scelte che possediamo..
    (Solo se non temessimo la morte "ma considerandola solo un passaggio per, e come lo sarà anche la prossima, quella successiva",
    o non temessimo un giudizio divino e del tempo, ma piuttosto confidassimo nelle nostre qualità ancestrali "umane ed anche in quelle sovrannaturali, oppure nella nostra coscienza immortale") e temessimo piuttosto di perderle e di sporcarcela..

    RispondiElimina